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Al Sud gli italiani che si rivolgono alla Caritas “doppiano” gli stranieri

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Che la crisi del Sud Italia fosse profonda era cosa nota, peraltro attestata da diverse ricerche e dai dati impietosi diffusi di anno in anno. L’ultimo rapporto Svimez che annualmente delinea il tasso di crescita del Mezzogiorno d’Italia metteva in chiaro come “dal 2000 al 2013 il Sud è cresciuto del 13% la metà della Grecia che ha segnato +24%: oltre 40 punti percentuali in meno della media delle regioni Convergenza dell’Europa a 28 (+53,6%)”. Già l’anno prima, il direttore generale dell’associazione, Riccardo Padovani, aveva parlato senza mezzi termini di un Sud “a rischio desertificazione umana e industriale, “non più da sottosviluppo ma implosivo“.

Arriva ora un nuovo impietoso rapporto che conferma quando è ormai sotto gli occhi di tutti: al Sud la percentuale degli italiani che chiedono aiuto alla Caritas ha superato di gran lunga quella degli immigrati. Lo si evince dal Rapporto sulla povertà, elaborato sui dati del 2015. Se a livello nazionale il peso degli stranieri continua a essere maggioritario (57,2%), infatti, basta andare nel Mezzogiorno d’Italia per scoprire che quel dato si capovolge in maniera impressionante. Nelle regioni del Sud, infatti, gli italiani che si rivolgono alla Caritas sono i due terzi del totale. Il rapporto attesta inoltre come risulta esserci una sostanziale parità di presenze tra uomini (49,9%) e donne (50,1%), a fronte di una lunga e consolidata prevalenza del genere femminile.  Tra i beneficiari dell’ascolto e dell’accompagnamento prevalgono le persone coniugate, mentre un quarto di coloro che va alla Caritas ha un’occupazione.

Fonte: Direttanews.it

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