loading...

Ciao Matteo, ti scrivo per chiederti una raccomandazione nei riguardi di mia madre.

maxresdefault-e1453823606366

loading...

Gentile Matteo,
il termine con cui mi rivolgo a te, gentile, non è casuale, è come vorrei che fosse il mio Premier, gentile verso il popolo italiano che deve aiutare e proteggere.

Mi chiamo Andrea Mavilla e sono il figlio di Mariangela, 58 anni, insegnantePRECARIA – che insegna in una scuola elementare del centro Italia. Nulla di strano, se non fosse che questa donna oltre ad essere madre di quattro figli è anche nonna di due nipoti.

Matteo, mia madre – al contrario di tua moglie – da oltre 30 anni svolge il ruolo di “insegnante precaria. Ciò significa che viene puntualmente spedita a centinaia di migliaia di chilometri da casa per svolgere la sua attività.

Insomma, lontana dalla sua casa, da suo marito e dai suoi 4 figli – oggi – diventati genitori.

Oggi, però, vengo a sapere che tua moglie – trent’anni più giovane di mia madre– è diventata finalmente insegnante di ruolo. Inoltre, insegnerà in un Liceo di Firenze, a poche centinaia di metri dalla sua attuale abitazione. 

agnese-landini-e-matteo-renzi-5

Insomma, tua moglie – al contrario di mia madre – è  stata assunta come insegnante di italiano e latino al linguistico dell’Istituto Peano tramite il meccanismo della chiamata diretta. È stata quindi scelta dalla dirigente scolastica direttamente dalla lista degli insegnanti in graduatoria, in base a criteri meritocratici come l’esperienza nell’utilizzo delle tecnologie e la conoscenza delle lingue straniere.

Eppure mia madre parla quattro lingue ed insegna – come tua moglie – greco e latino…. ma pur essendo trent’anni più giovane di tua moglie – ancora oggi – rimane un’insegnante precaria.

Evidentemente non ha avuto la fortuna di trovare una “dirigente scolastica” che, in base a criteri meritocratici come l’esperienza nell’utilizzo delle tecnologie e la conoscenza delle lingue straniere, l’abbia selezionata e scelta come insegnante di ruolo.

Matteo, nulla di personale… però è giusto farti sapere che la raccomandazione non è un favore fatto a qualcuno, ma un torto fatto agli altri.

D’altronde, in Italia la raccomandazione è una regola così ineluttabile che perfino le lettere, se vuoi esser sicuro che arrivino, vanno raccomandate.

Ciao. Andrea Mavilla, figlio di un’insegnante precaria.

 

 

Fonte: andreamavilla.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *