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Ddl sui pizzaioli, se passa testo servirà il diploma. E le associazioni protestano: “Oggi la pizza è morta”

Il testo prevede che i pizzaioli studino, dopo un corso di almeno 120 ore (di cui 30 di lingua straniera e 20 di scienze dell’alimentazione) e un esame pratico-teorico davanti a una commissione di esperti. E l’attestato sarà una “condizione necessaria per l’esercizio dell’attività professionale” e per poter “utilizzare marchi o insegne in cui ricorrano riferimenti alla professionalità medesima”

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pizza

Che pizza, questa legge.

Erano almeno dieci anni che qualcuno provava a farla approvare. E proprio adesso che, per un miracolo bipartisan, parrebbe pronta per essere sfornata dal Senato (il 2 novembre scade il termine per la presentazione degli emendamenti in X commissione), ecco che c’è chi ne contesta l’impasto: indigeribile. Parola dell’Associazione pizzaiuoli napoletani(Apn) e dei colleghi siciliani riuniti nell’Upi (Unione pizzaioli italiani), due sigle che insieme raccolgono un migliaio di tesserati. Tutti pronti a listare a lutto i loro forni se passasse il disegno di legge 2280 (costo per le casse pubbliche: 5 milioni) presentato dal forzista Bartolomeo Amidei.

 

Fonte: liberoquotidiano.it

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