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Goro, ecco il prefetto che osa insultare gli italiani: Morcone, l’uomo del PD e di Mafia Capitale

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Ecco l’uomo che si è permesso di insultare gli italiani che si sono opposti all’invasione di clandestini. Morcone definisce i cittadini di Gorino e Goro vergognosi e razzisti da deportare in Ungheria.

Ha utilizzato le parole più sprezzanti, da lui è partita la condanna senza appello ai cittadini di Goro e Gorino, rei di aver innalzato barricate per opporsi all’arrivo di immigrati clandestini e difendere il proprio territorio. “È un amaro ricordo che quei cittadini si porteranno appresso a lungo. Gli italiani che rifiutano l’aiuto doveroso a donne e bambinisono ottusi, mi vergogno di averli come connazionali.

Se non vogliono vivere nello stesso posto dove diamo accoglienza ai profughi – ha aggiunto – andassero a vivere in Ungheria. Noi staremo meglio senza di loro”. Toni più consoni ad un leader politico che ad un prefetto, quelli utilizzati da Mario Morcone, capo del dipartimento Libertà civili e Immigrazione al Ministero dell’Interno. Un ruolo “istituzionale” che dovrebbe condurre a considerazioni più ponderate.

Un atteggiamento che non è una novità per chi conosce un minimo la storia di Morcone. Dopo una carriera che lo ha condotto a diventare prefetto, a maturare esperienze in campo internazionale come nel 1999 in Kosovo per conto dell’ONU e a ricoprire diversi incarichi istituzionali (quasi sempre in quota centrosinistra), Morcone nel 2011 scelse di buttarsi direttamente in politica, candidandosi a sindaco di Napoli per il centrosinistra. Sostenuto da Pd e Sel non riuscì nemmeno ad arrivare al ballottaggio, sconfitto da De Magistris e dal candidato di centrodestra Gianni Lettieri. Una debàcle alla quale si devono aggiungere le numerose polemiche che riguardarono la sua candidatura a causa di un’inchiesta che lo riguardava. Insieme all’allora sottosegretario Gianni Letta, su di lui pendevano le accuse di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa, relative all’assegnazione degli appalti per l’assistenza ai rifugiati.

 

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