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Inchiesta petroli, Boschi sentita dai magistrati di Potenza

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Il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, è stata sentita  per circa due ore dai magistrati della Procura di Potenza, presso gli uffici della Presidenza del Consiglio,  in qualità di persona informata sui fatti,  in merito all’inchiesta  petroli che ha condotto nei mesi scorsi alle dimissioni del ministro  per lo sviluppo economico Federica Guidi.

Il Procuratore Luigi Gay non commenta le parole del Premier Renzi , limitandosi a rispondere ai giornalisti che gli chiedessero il motivo della trasferta a Roma per la audizione del Ministro Boschi, che semplicemente “era necessario farlo”.

In base a  quanto riferito da fonti attendibili, non sarebbe ancora stata fissata la data dell’audizione dell’ex ministro Guidi, che parlò di quell’emendamento proprio durante una telefonata con il compagno.

Si è svolta ieri la direzione del PD e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso dei lavori ha parlato dell’inchiesta di Potenza sulle estrazioni di petrolio , andando all’attacco:  “chiedo alla magistratura italiana non solo di indagare il più velocemente possibile ma di arrivare a sentenza. Ci sono indagini della magistratura a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi”, ogni quattro anni, “e non si è mai arrivati a sentenza. Un Paese civile è un Paese che va a sentenza”. Poi si spiega meglio : Dire che noi abbiamo attaccato la magistratura non fa i conti con la realtà, non è accaduto, non la sfido, io ho chiesto di andare a sentenza, io ho detto che il centrodestra era quello del legittimo impedimento, noi siamo quelli che chiedono di fare velocemente i processi”.

Ne l frattempo il M5S, sul piede di guerra,  da Viggiano attacca il Governo perché “vuole occultare trivellopoli” e domanda che venga fissata al più presto la data per la mozione di sfiducia al Governo che il Movimento stesso ha presentato.

“La diversità profonda dagli altri – ha dichiarato Renzi – è che loro parlavano di legittimo impedimento, io dico interrogatemi, gli altri parlavano di prescrizione io chiedo sentenze e dico di fare i processi, ma veloci. Noi non siamo uguali agli altri: sia stampato in testa a chiunque abbia dubbi. Noi non siamo quelli del legittimo impedimento, ma chiediamo che si facciano le sentenze sul serio, veloci”.

“E’ uno spasso vedere la Santa Alleanza di chi non la pensa come noi – ha proseguito Renzi – Berlusconi, Salvini e Di Maio che pensano a mozioni insieme, se le scrivono, le votano e perdono”. Renzi ha identificato come “una scelta di serietà e rigore” quella della minoranza che ha rifiutato la richiesta M5S di presentazione  congiunta  della mozione di sfiducia al governo sul caso Tempa Rossa.

Frattanto, dopo due ore di camera di consiglio, il Tribunale di Potenza ha condannato a pene comprese tra i due e i sette anni di reclusione, gli ex vertici della Total, oltre ad alcuni imprenditori ed amministratori. Si tratta di una vicenda diversa da quella balzata alla ribalta delle cronache in questi giorni,  e fa riferimento ai lavori per la costruzione del centro “ Tempa Rossa”, tra Corleto Perticara (Potenza)e Gorgoglione (Matera). L’inchiesta risale al 2008 ed allora era stata coordinata dal pm di Potenza Henry John Woodcock.

L’indagine della Procura di Potenza sul Centro Olio di Viggiano non preoccupa affatto Eni, ma, al contrario, fa indignare l’A.d. Claudio Descalzi che, a margine di una presentazione in Borsa a Milano se la prende con “chi dice senza sapere quello che facciamo, che siamo degli avvelenatori”. “E’ la cosa che mi fa indignare di più – dichiara alterando il tono di voce – perché non avveleniamo nessuno, lo fa invece chi racconta cose senza capire e approfondire, avvelenando il sistema industriale e l’ambiente sociale”.

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