loading...

LA BUONA SCUOLA DI RENZI? BUSTE PAGHE FALSE E ZERO CONTRIBUTI IN CAMBIO DI PUNTEGGIO: BENVENUTI NELLE SCUOLE PARITARIE

11-5

loading...

“Centinaia di docenti lavorano senza essere retribuiti e si prestano al ricatto per entrare nelle scuole pubbliche”. La denuncia arriva dal sindacalista Paolo Latella e rivela un mondo di illegalità che si nasconde dietro decine di istituti parificati. La testimonianza a ilfattoquotidiano.it: “Firmavo la ricevuta dello stipendio senza ricevere alcun introito economico”“Ho raccolto le testimonianze di oltre 500 docenti che lavorano nelle scuole paritarie senza essere retribuiti, o che ricevono solo 2-3 euro all’ora in cambio del punteggio per le graduatorie scolastiche. Si prestano a questo ricatto perché sanno che in futuro un buon punteggio li potrà aiutare ad entrare nel sistema pubblico dell’istruzione”. A parlare è Paolo Latella, segretario del sindacato Unicobas Scuola della Lombardia, che denuncia da tempo questa anomalia che si trasforma in truffa in alcune scuole paritarie, approfittando del sistema delle graduatorie. Ha creato un gruppo su Facebook, “L’esercito dei prof, ata e alunni in difesa della scuola pubblica statale”, nel quale riceve le segnalazioni degli insegnanti sfruttati, disposti a tutto pur di realizzare il sogno di un posto di lavoro nel settore statale. Ha realizzato anche una “cartina dello sfruttamento”, indicando tutte le zone in Italia che gli sono state segnalate.

Ci sono storie da quasi tutte le province del Sud, ma non mancano casi anche dal Centro (Latina, Roma, Pescara) e dal Nord (Milano, Varese, Brescia, Sondrio, Pordenone, Trieste). Qualche settimana fa Latella ha denunciato alle autorità di aver ricevuto telefonate con minacce di morte in seguito alla sua pubblicazione di un dossier sull’argomento.

Un docente di una scuola paritaria della provincia di Napoli racconta al Fatto, in forma anonima, la sua esperienza: “Mi davano delle buste paga fasulle, le firmavo senza ricevere alcun introito economico. Loro, in cambio, mi versavano i contributi, per cui io risultavo stipendiato”. “Si tratta di un ricatto vero e proprio – continua – perché i proprietari dell’istituto ti fanno sentire questa condizione come un piacere che ti stanno facendo. Sanno che, se non ti presti tu a questo ricatto, ci sarà sicuramente qualcun altro che lo farà al posto tuo. È quasi un rapporto di schiavitù che si instaura tra noi e queste persone”.

Questo l’articolo così come riportato dal fattoquotidiano.it, pensate, nel 2014, cioè ben due anni fa. E’ scandaloso ancor più, però, che dal 2014 ad oggi non è cambiato praticamente nulla e così in questo caso, come per tutto quanto concerne il mondo della scuola e dei docenti, il governo Renzi con la “buona scuola” altrimenti detta “BUONA SOLA”, non ha risolto assolutamente nulla!

Fonte 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *