loading...

Nuova stangata: in arrivo il prelievo forzoso sui conti correnti

474685695

loading...

Indovinate chi sarà ala fine a pagare i salvataggi di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti e altri istituti minori in dissesto? Si purtroppo la risposta è scontata: saremo noi, ovvero tutti coloro che hanno un conto corrente bancario. Al momento sono due le banche che hanno ammesso che i soldi spesi per il salvabanche verranno in qualche modo “chiesti” ai correntisti: si tratta di Ubi e Banco Popolare. In particolare Banco Popolare sta informando i correntisti (a cui è riconosciuto il diritto di recesso) che sarà imposto il pagamento una tantum di 25 euro a fine dicembre. “Ci siamo trovati a dover pagare 152 milioni di euro circa al Fondo di Nazionale di Risoluzione (che, in caso di default, copre il singolo correntista fino a 100mila euro), rispetto alle poche decine di milioni che versavamo abitualmente. Abbiamo preferito affrontare con chiarezza la situazione piuttosto che inserire dei costi nascosti tra le righe dei contratti” affermano fonti alla banca veronese. UbiBanca, quarto istituto italiano, invece fa sapere: “L’incremento di 12 euro annui del canone dei conti correnti non è legato a tassi di interesse bassi o negativi o alle condizioni generali dell’economia, ma a un vero e proprio aumento dei costi di produzione che la banca sostiene per detenere i depositi della clientela. Tra questi anche il fondo interbancario. Costi che nel solo 2016 ammonteranno a circa 60 milioni e che in precedenza non c’erano. Questi costi verranno condivisi con i clienti (il recupero degli stessi per la banca non è integrale) che in cambio ne riceveranno una sorta di ulteriore assicurazione”. Questo è solo l’inizio perchè è praticamente certo che anche le altre banche italiane seguiranno la stessa strada.

Fonte: direttanews.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *