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Pagine arabe su Fb con la benedizione di Boldrini: “Islam e migranti per costruire una splendida Italia”

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L’Isis ha lanciato una rivista per il reclutamento di miliziani in Iran e l’ha chiamata Rumiya. Ma c’era, nata il 1° dicembre del 2015, una pagina Facebook (parte in arabo, in inglese e in italiano, sponsorizzata e con 78mila followers) Rumiya Al-Mawu’da, (dall’arabo: Rumiya = romana, al mawuda = la cosa che è stata promessa) che spiegava come truffare lo Stato italiano e ottenere permessi di soggiorno in modo rapido e che, già che c’era, strizzava pure l’occhio al califfato.

Siamo andati a rivederla ed ecco campeggiare una sorridente Laura Boldrini, con tanto di velo in testa, circondata da altrettanti sorridenti islamici. Che la presidenta sia l’idolo e nume tutelare di chi arriva qua, visto quanto si spende per loro, più che per gli italiani che le pagano lo stipendio, non deve stupire. “Il Presidente della Camera Laura Boldrini capisce l’importanza di integrare le comunità Musulmane in Europa. Quanta ispirazione nelle sue parole. Noi siamo aperti al dialogo e a dare tutto il nostro supporto per aiutare i Migranti a costruire la loro nuova splendida vita in Italia”, si legge in un post dell’anno scorso.

Né stupisce, scorrendo la pagina Facebook (invero, ferma ad aprile 2016, vale a dire a quando diversi quotidiani italiani ne denunziarono l’impostazione fondamentalista wahhabita), la nota di protesta per “la legge ‘anti-moschee’ del Veneto” (voluta dalla Lega). “La legge pone restrizioni per la costruzione di nuovi luoghi di culto e de facto riduce la capacità di praticare la religione Musulmana liberamente e in tutta sicurezza. Se la comunità islamica in Italia fosse più forte e numerosa questo non sarebbe successo. Chiediamo a tutti i Musulmani del mondo di raggiungerci in Italia, per rinforzare la nostra comunità ed aiutarci a garantire un future migliore per tutti”. Possiamo definire questo post un invito all’invasione o rischiamo di passare per razzisti?

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