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PROPAGANDA DEL “SI” CON I SOLDI DEGLI ITALIANI: CONDANNATA SERRACCHIANI. E ADESSO VEDIAMO SE LA PARASSITA PAGHERA’ LA MULTA

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“È una parata della sinistra che, con i soldi dei contribuenti, finanzia in modo sfacciato quanto imbarazzante la propaganda in favore della riforma costituzionale“.

Massiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord alla Camera, batte i pugni sul tavolo per l’ennesima entrata a gamba tesa del Pd in favore del “sì” al referendum del 4 dicembre. Matteo Renzi, in difficoltà con i sondaggi, ha sguinzagliato i suoi per far campagna elettorale. Se ne infischia della par condicio. Pur di vincere è disposto a tutto.

A scatenare l’ultimo scontro, come riporta anche il Fatto Quotidiano, è stato un convegno organizzato dal vice segretario piddì Debora Serracchiani. Lo scorso 7 ottobre la sede della Regione Friuli Venezia Giulia si è, infatti, tenuto l’incontro “Riforma costituzionale e autonomie speciali”. Già dalla sede, però, si capisce che la Serracchiani non l’ha organizzato da esponente dem ma da governatrice. E qui subentrano un po’ di problemi. Per prima cosa ha invitato solo politici asserviti a Renzi e, quindi, favorevolissimi alla riforma costituzionale. Il sindaco di Udine Furio Honsell, il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, il ministro alla Affari regionali Enrico Costa e i presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano Ugo Rossi e Arno Kompatscher non hanno fatto mistero dell’intenzione di votare “sì” al referendum. Tutto questo a spese dei contribuenti.

“Non solo questo spudorato manifesto per il ‘sì’ al prossimo referendum del 4 dicembre è stato pagato con risorse pubbliche – attacca la grillina Elena Bianchi – ma si è svolto in piena violazione della par condicio e in totale assenza di contraddittorio”. Il Movimento 5 Stelle ha così presentato un esposto all’Agcom che ha sanzionato la Serracchiani per aver violato le regole della par condicio e ha ordinato la Regione a pubblicare sulla homepage del proprio sito l’indicazione col convegno è stato organizzato senza rispettare la legge. “Pur di far vincere il ‘sì’ al prossimo referendum costituzionale – tuona la Bianchi – la Serracchiani è disposta a fare di tutto, anche a violare spudoratamente la par condicio. Fortunatamente – conclude – l’abbiamo beccata con le mani nella marmellata”.

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