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Renzi: non è decisivo lo 0,1%. La nostra battaglia è sul bilancio europeo

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“La nostra proposta di rimettere in discussione il bilancio Ue e la politica economica, sia portata avanti anche dagli altri partiti”. E’ l’invito che il presidente del Consiglio Matteo Renzi rivolge da “In mezz’ora” in vista di Roma 2017  – 

Ognuno ha la sua idea: chi voleva ridurre i deputati, chi voleva chiudere il senato. Io, ad esempio, volevo un senato di sindaci. Chiaramente si può avere dubbi su questa proposta, ma al referendum non si sceglie tra varie proposte c’è solo questa proposta. Bisogna scegliere tra semplificare e proseguire con questo ceto poiltico.

Non c’è una terza via”. Così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ospite di Lucia Annunziata a “In mezz’ora”. E parlando ancora del referendum attacca: “Obama ha risposto a una domanda di un giornalista italiano che gli ha chiesto un parere. Ciascuno si tiene i propri endorsement. C’è chi ha Obama e chi si tiene D’Alema.

Io sono contentissimo di tenermi Obama”. Poi alla domanda su chi voterebbe alla presidenza Usa, il premier risponde: “Io punto su Hilary, poi è chiaro che se vince Trump a Taormina per il G7 lo inviterei…”  Lettera Ue sulla manovra? Dialogo fisiologico tra istituzioni Sulla legge di stabilità il premier ha sottolineato: “Non è decisivo lo 0,1%, non stiamo litigando con Ue. La nostra battaglia, che è storica, è sul bilancio europeo nei prossimi anni, che vogliamo tenga insieme diritti e doveri.

 In passato l’Italia diceva sì a tutto con l’Europa, oggi diamo 20 miliardi al bilancio Ue e ne prendiamo indietro 11,  noi abbiamo detto: siamo contributori, possiamo far in modo che chi prende i nostri soldi prende anche i migranti?”, ha aggiunto. “E’ fisiologico il dialogo tra istituzioni”. 

La lettera all’Italia e ad altri cinque o sei paesi in cui si chiedono chiarimenti sulle bozze di bilancio – si apprende da fonti della commissione – dovrebbe partire già domani. Per il nostro Paese i dubbi sul fronte delle entrate sono per le troppe una-tantum, su quello delle uscite per il piano di salvaguardia antisismica, considerato strutturale e non emergenziale. Ok per le spese di ricostruzione locale e quelle per i migranti.  Sulle polemiche legate ai termini di presentazione della legge di stabilità ( 20 ottobre), il premier incalza “c’è un termine che non è perentorio, noi siamo assolutamente in regola.

 La legge di Stabilità va mandata in Parlamento a far data dal 20 otobre, ma non è un termine perentorio. L’anno scorso l’abbiamo mandata 10 giorni dopo, quest’anno la manderemo – assicura Renzi – entro questa settimana”. Renzi alle opposizioni: ci aiutino in battaglia contro Fiscal Compact “La nostra proposta di rimettere in discussione il bilancio Ue e la politica economica, sia portata avanti anche dagli altri partiti”. E’ l’invito che il presidente del Consiglio Matteo Renzi rivolge alle forze politiche. 

In vista di Roma 2017 “discuteremo di fiscal compact, del futuro dell’Unione. Il Fiscal compact nel 2012 fu votato da Monti, Berlusconi e Bersani, e nel 2017 arriva alla prova dei fatti, c’è da decidere se inserirlo nei Trattati”, ha spiegato Renzi, ricordando la contrarietà del suo governo a questa prospettiva. “Mi piacerebbe che anche le opposizioni votassero a favore”, ha ribadito.

Costi della politica? Pd favorevole alla riduzione degli stipendi, ma dipende come Affrontando il tema dei costi della politica, poi il Presidente del Consiglio italiano spiega che “il Pd è favorevole alla riduzione degli stipendi, dipende da come si fa. Il M5S fa come quelli che quando sono in difficoltà buttano la palla in calcio d’angolo – prosegue – faccio una controproposta. Perchè non leghiamo l’indennità dei parlamentari alla loro presenza in Aula? Mi viene in mente un nome: Di Maio. Ha il 37 percento delle presenze.

Lui e Di Battista prendono il doppio di me da presidente del Consiglio. Viste le sue presenze, alla fine del mese possiamo dargli il 37 percento dello stipendio?”. “Il fatto e'”, ha concluso intervistato a “In mezz’ora”, “che giocano a fare i primi della classe e poi sono come gli altri”. Sciopero giudici? Lo facciano, basta che arrivino sentenze “Se vogliono scioperare che scioperino, l’importante è che arrivino a sentenza” perchè “a me non interessano le paginate sugli avvisi di garanzia ma che si arrivi a sentenza e si dica chi ha rubato e chi no” commenta Renzi facendo cenno al possibile sciopero dei magistrati. 

Non so perchè dovrebbero scioperare, quindi non sono in condizione di dare una risposta”, ha replicato Renzi che domani alle 10 vedrà a palazzo Chigi la Anm e a seguire il Consiglio degli avvocati. “Io penso ci siano magistrati straordinari e a tutti i magistrati dal governo deve andare il pieno sostegno e il rispetto per la separazione dei poteri. Io ai magistrati chiedo che si vada a sentenza.

Non mi interessano gli avvisi di garanzia, ma se uno è colpevole o innocente. E questa settimana – aggiunge Renzi riferendosi a Raffaella Paita – una del Pd è stata assolta, l’ennesima, dopo che era stata accusata di omicidio guarda caso proprio durante la campagna elettorale per la presidenza della Liguria. E poi Errani, De Luca, Graziano Delrio, Penati, Esposito…”, prosegue Renzi elencando diversi esponenti Pd indagati e poi assolti.

Senza contare l’inchiesta su Tempa Rossa: “La settimana prima del referendum sulle trivelle scoppiò un grande scandalo, con la ministra Guidi che si è dimessa, ma io ancora non ne ho saputo niente”. Dunque, conclude sul punto Renzi, “voglio che si facciano i processi, e che non ci si dimentichi dell’articolo 27 della Costituzione. Innocente fino a sentenza passata in giudicato”. –

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