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Resistenza a Gorino, Kyenge insulta i cittadini: “La loro è propaganda d’odio. Non ci fermeranno”

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L’ex ministro dell’integrazione, Cecile Kyenge, attacca gli abitanti di Goro e la Lega Nord accusata di soffiare su queste situazioni con “propaganda d’odio”.

 
 Dopo le barricate di Goro e Gorino i cui abitanti si sono opposti all’arrivo di 12 migranti nell’ostello dei loro piccoli paesi, si è scatenata la polemica politica.
Il ministro dell’Interno Angelino Alafno ha detto che “quella non è l’Italia”, il prefetto Mario Morcone ha usato parole ancora più dure definendo “vergognose” le proteste degli italiani. Non poteva mancare, ovviamente, il commento dell’ex ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge.

“Sbarrare la strada con blocchi stradali, eretti contro l’arrivo di venti donne e bambini in fuga da guerre e miseria – ha scritto su Facebook – è inaccettabile”. La Kyenge dimentica che il volere dei cittadini è sacro, anche quando non condiviso. “Ma non dobbiamo fermarci alla denuncia – continua l’eurodeputata del Pd – dobbiamo capire perché ciò sta accadendo: queste cose non accadono mai per caso. L’Italia non è questa, questa manifestazione di paura non è espressione del sentimento comune degli italiani che, sono convinta, rimane profondamente solidale. Questa manifestazione di chiusura, verso persone che non possono rappresentare un minaccia, queste barricate, sono figlie della propaganda d’odio, dell’azione di veri e propri incendiari all’opera per lucrare ogni giorno elettoralmente sulle preoccupazioni delle persone”.

Poi la stoccata contro la Lega Nord che la Kyenge vede come fomentatore delle rivolte di Goro e Gorino. “Le impronte digitali di questi incendiari all’opera -scrive – non sono difficili da trovare fra chi è corso a stabilire un isterico parallelo fra questa manifestazione e gli anni della Resistenza“. Un chiaro riferimento a quanto detto da Matteo Salvini a poche ore dalla protesta, che si era schierato con gli abitanti che “resistono” all’invasione. Eppure la Kyenge non lo nomina mai. “L’accoglienza diffusa dei rifugiati per piccoli gruppi – conclude l’ex ministro – funziona e non crea tensioni, se non ci si mettono di mezzo questi incendiari e predicatori d’odio. Ne sono la riprova le tante comunità locali in tutta Italia dove questa accoglienza diffusa sta cominciando a funzionare da tempo“.

Il Giornale

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