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Russia, terremoto di magnitudo 6.6, allarme tsunami. Dopo 250 anni erutta anche un vulcano

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La scossa è stata registrata nell’estrema regione orientale del Kamchatka, nei pressi del Mare di Bering. Le autorità hanno diramato l’allerta tsunami.

Una violentissima scossa di terremoto, di magnitudo 6.6,  è stata registrata nella penisola di Kamchatka, nell’estremo est della Russia. L’epicentro del sisma è stato individuato 78 chilometri a nordest di Ust’-Kamchatsk Stary. Per il momento non è ancora noto se la scossa abbia causato morti oppure feriti.

Il violentissimo sisma, secondo i sismologi russi, si sarebbe verificato nei pressi del Mare di Bering e per questo il centro di monitoraggio tsunami Sakhalin ha emesso un avviso riguardante possibili onde anomale alte fino a un metro e mezzo che potrebbero abbattersi sulle isole del Nord-Kurilsk entro le prossime ore. “Abbiamo emanato un’allerta tsunami sulla base dei riscontri che ci sono stati forniti dai nostri centri di monitoraggio sismico”, ha dichiarato un portavoce dal centro Petropavlovsk, spiegando che comunque non ci sarebbe nessun rischio per altre isole a largo della costa.

Vulcano erutta dopo 250 anni di inattività
Il terremoto è avvenuto nelle vicinanze del vulcano Kambalny, che inaspettatamente nei giorni scorsi aveva iniziato ad eruttare cenere risvegliandosi da un periodo 250 anni di inattività. Tutta l’area intorno al vulcano era stata messa in allerta e persino il traffico aereo era stato vietato, dal momento che le ceneri avevano raggiunto una quota di 7mila metri. In qualche modo, dunque, l’eruzione del vulcano aveva “annunciato” che qualcosa stava accadendo nel sottosuolo. Oggi, infatti, è arrivata una scossa di terremoto della magnitudo simile a quella che il 30 ottobre dello scorso anno ha interessato il Centro Italia.

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