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Terremoto, fine dei risarcimenti da parte dello Stato “Ecco cosa potete fare”

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Quando un evento sismico sconvolge il nostro Paese, si rende ancora più evidente la condizione di anomalia che il sistema italiano vive rispetto a tutto il resto del mondo. All’estero infatti il consolidarsi di una sinergia tra il sistema pubblico e privato fa sì che anche i danni prodotti dalle calamità naturali siano coperti dai sistemi assicurativi. Non così nel nostro Paese, dove a coprire tutti i danni prodotti dagli eventi sismici è solo lo Stato. E in Italia le persone che vivono in zone a rischio sismico sono circa 24 milioni.
Il governo Monti nel 2012, poco prima del terremoto in Emilia Romagna, era intervenuto sulla questione, tentando di normare un apparato legislativo del tutto carente in materia, introducendo un sistema obbligatorio di polizze anti-terremoto. Nel maggio 2012 infatti, nella bozza del decreto legislativo 59 (la riforma della Protezione civile), Monti aveva previsto l’obbligo assicurativo per gli edifici privati. Il decreto fu poi convertito, nel luglio di quell’anno, nella legge n. 100, ma nessuna traccia di quanto stabilito nella previsione rimase nel testo definitivo. Tra l’altro nella bozza erano stati disposti criteri direttivi in materia di coperture assicurative volontarie, che dovevano diventare parte di un regolamento. Ma il decreto attuativo che doveva contenere il regolamento non è più stato redatto. Il provvedimento intendeva introdurre incentivi fiscali con regimi agevolati sull’imposta del premio assicurativo, ridimensionando l’intervento statale.
Solo dopo due anni, l’allora sottosegretario di Stato Graziano Delrio annunciò la volontà di rivalutare l’introduzione di un’assicurazione obbligatoria per soggetti pubblici e privati, ma nulla si concretizzò anche in quella occasione.
Dopo la riforma Monti lo Stato dà la possibilità ai cittadini di assicurarsi, non corrispondendo più direttamente il risarcimento dei danni. A seguito della dichiarazione dello stato di calamità viene da Roma avviato l’iter di gestione pagamenti e valutazione danni, fino a che gli enti territoriali, (Regioni e Comuni) distribuiscono i fondi stanziati dal Governo a chi ne ha fatto richiesta. L’ammontare dei fondi è determinato nella Legge di Stabilità. I 47,8 milioni di euro stabiliti per il 2016-2017 dovrebbero coprire danni derivanti da alluvioni, crolli e ogni altro tipo di calamità. Senz’altro insufficienti se si reputa che per la sola ricostruzione di Amatrice sarebbero necessari 50 milioni di euro.

 

Fonte: direttanews.it

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