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TUTTI ARRESTATI! – La Raggi inizia davvero a far PAURA!

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Le carte sugli arresti per corruzione legati alla manutenzione dei campi rom restituiscono il quadro che dovrà affrontare il nuovo sindaco Raggi.

Le videocamere dei carabinieri hanno immortalato almeno nove consegne di denaronell’ufficio della funzionaria Emanuela Salvatori, ora indagata, ma già condannata per Mafia capitale. L’imbarazzo dell’impiegato di fronte al passaggio di una mazzetta. In cambio, secondo l’accusa, l’imprenditore Roberto Chierici ha ottenuto incarichi truccati per centinaia di migliaia di euro

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 Secondo la Procura di Roma, gli imprenditori che si occupavano di questi ‘compravano’ favori e appalti per la manutenzione e le bonifiche nelle aree.  Tra gli indagati è finita anche ancheEmanuela Salvatori,  già condannata a 4 anni di reclusione per i suoi affari con  cooperativeSalvatore Buzzi.
Inoltre Sono stati ritrovati gioielli, mazzette e come in ogni affare dove c’è corruzione, non sono mancati i documenti con i quali venivano concessi  regali ai soliti mafiosi.
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Un andazzo che, secondo l’accusa, permetteva a Chierici di ottenere ogni sorta di favore sull’uso dei fondi pubblici destinati alla manutenzione dei campi rom: bonifiche truccate, preventivi manipolati, documenti retrodatati, interventi classificati come “urgenti”, ma solo sulla carta. Persino una visita del ministro “con il nome tutto straniero” (Cécile Kyenge, ndr) serve a giustificare la delibera che stanzia oltre 100mila euro per “interventi urgenti di bonifica” e lavori agli impianti elettrici nel campo di via Lombroso. E ancora, l’affidamento di uno sgombero di rifiuti per 64.759,20 euro, davanti al campo di via Salone, che in realtà rientrava a pieno titolo nella convenzione fra Comune e Ama, l’azienda della nettezza urbana, che perciò avrebbe provveduto senza costi per le casse pubbliche. Non solo. Almeno in un caso, la polizia locale ha documentato che l’eternit“smaltito” da una ditta di Chierici era finito sotterrato all’interno del campo nomadi di via della Cesarina. “Quello che noi facciamo è una cosa, quello che deve risultare è un’altra”, teorizzava del resto Salvatori in una conversazione intercettata. Persino l’installazione di bagni chimici è diventata, secondo la Procura di Roma, oggetto di tangenti. Per le quali è accusato, oltre alla stessa Salvatori, l’imprenditore Loris Talone. Con una semplice “firma apocrifa” su una determina dirigenziale, il numero di bagni richiesti per l’area ex Fiera di Roma viene fatto “lievitare artatamente” da 40 a 80.

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Ovviamente gli appalti venivano affidati senza gara e spesso i lavori all’interno dei campi non iniziavano affatto . Gli imprenditori ottenevano il via libera dopo aver presentato una richiesta con firme false.
fonte: http://riscattonazionale.com

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