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++ULTIM’ORA++ IO DICO NO AL PD! L’ULTIMA VERGOGNA DEL GOVERNO? VOTA CONTRO IL TAGLIO DEGLI STIPENDI DELLA POLITICA PROPOSTO DAL M5S

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La proposta di legge dei 5 stelle arriva in Aula a Montecitorio e gli onorevoli fanno le barricate con una lunga serie di giustificazioni che vanno dal “populismo” alle note spese controverse dei grillini (che però sono gli unici a restituire la diaria non rendicontata).

Grillo ai deputati dem: “Siate generosi, non deludete i cittadinI”. A sorpresa è arrivato anche il sostegno del presidente Cei Bagnasco: “La riduzione degli stipendi sarebbe sicuramente un segnale positivo” e fossimo a scuola sarebbe la giornata in cui si giustificano tutti, della serie “maestra non è colpa mia ma il compito a casa me l’ha mangiato il cane”. Il Parlamento davanti alla proposta di legge dei 5 stelle per ridurre le indennità degli eletti a 5mila euro lordi (e non netti) al mese ha risposto con arrampicate sugli specchi degne di una quinta elementare il giorno della verifica a sorpresa.

“Farsa”, “demagogia”, “populismo”. E poi ancora: “Usate gli scranni per fare il vostro show”. Fra tutti ha spiccato la renzianissima Alessia Morani: “Volete ridurvi lo stipendio? Tagliatevelo voi da domani”.

I colleghi devono averla considerata una bella scusa e uno dopo l’altro hanno cominciato a mettere sotto i riflettori le controverse note spese dei grillini. Una sorta di boomerang considerato che gli eletti M5s restituiscono metà dello stipendio da quando sono entrati in Parlamento e la diaria non rendicontata (pubblicando online i rimborsi spese che ricevono nel dettaglio). Renato Brunetta l’ha pensata meglio di tutti: rilanciare una proposta perché l’indennità sia calcolata sulla base del reddito pregresso, ovvero pagare di più chi è già ricco e meno chi è povero. E chi è disoccupato? “In quel caso si farà ricorso al reddito di cittadinanza“, che per la cronaca in Italia non esiste tanto che i 5 stelle hanno depositato una legge perché venga introdotto per legge. Oltre alla beffa l’autogol. Sulla scia di Brunetta si è messo con orgoglio il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti che ha detto no ai “tagli lineari” e proposto uno stipendio pari a quello che il parlamentare ha dichiarato in media negli ultimi 3 anni prima di essere eletto.

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